La grande mancanza di chiarezza
con la quale generalmente viene affrontato l’argomento relativo ai sogni,
alle visioni e via discorrendo, nasce proprio da una mancanza di suddivisione
dei diversi ambiti o gradi percettivi. Non tutti i sogni sono semplici
sogni e non tutti i sogni sono Visioni, tutto dipende da ‘chi’ fà
l’esperienza, cioè se colui che penetra questa sfera percettiva
è o «è stato preparato» a ricevere quello che
gli perviene dalla dimensione del soprasensibile. Per questo motivo Maestro
Cröchi afferma chiaramente che il Canto spirituale viene dato ‘in
sogno’ ad una persona «preparata per riceverlo».
Ora, questa profonda diversità
cognitiva è sottolineata dal modo in cui i due stati vengo usualmente
distinti tra loro, infatti nell’area ngäbe il sogno (normale) viene
distinto dalla visione, che viene indicata specificando che si tratta di
un «sogno spirituale» o di «visione spirituale».
Il sogno comune è così
distante dalla Visione che si dovrebbe, per la loro diversità qualitativa,
non parlare affatto di ‘sogno’. L’unico motivo per cui, a nostro avviso,
il sogno viene associato alla Visione, è per la sua parziale perdita
della percezione sensoriale, comune ad entrambe le esperienze...