La metodologia d’indagine normalmente
adottata nel campo della ricerca delle scienze umane si fonda prevalentemente
su un criterio di analisi per omologie. Il riscontro ‘oggettivo’ dei fatti
viene ricercato quasi esclusivamente sulla base di una coerenza formale
tesa più ad isolare tali fatti in ambiti parziali che ad espanderli
per verificarne la coerenza sul piano globale. Il nostro proposito è
invece quello di seguire una prassi analitica caratterizzata da una inversione
del percorso conoscitivo. Quest’esigenza nasce dal fatto che la prassi
conoscitiva ‘occidentale’ (nel senso metafisico del termine) scaturisce
da una dimensione culturale, e quindi scientifica, speculare rispetto all’ordine
di realtà che vogliamo conoscere e che pertanto chiameremo ‘orientale’
(nel significato metafisico)...
... Sono proprio queste condizioni,
ad unificare, sia pure su piani diversi, non solo una modalità percettiva,
quanto la condizione interiore dell’individuo che a questa dimensione perviene.
Il livello percettivo dal quale ci si affaccia sulla nuova dimensione determinerà
anche il grado di ‘sensibilità percettiva’ dal quale dipende la
qualità della percezione. Si può quindi affermare che il
luogo della percezione è l’Uomo...