4.1  IL CENTRO NELL’OCCHIO
 
 

«Osservando con l’occhio di Dio scorgerà in ogni atomo una porta che conduce agli stadi dell’assoluta certezza. Egli scorgerà in ogni cosa i misteri della divina Rivelazione ed i segni di una manifestazione eterna».

Questa è la soglia del ritorno all’Origine, è il luogo della reintegrazione della multiforme realtà nell’occhio che tutto unifica. È l’abbandono dell’anima liberata al vortice d’Amore che porta al Tempio dell’Unità. Questo è il luogo in cui il Mito scaturisce dalla Sorgente delle vita che gorgoglia nel calice del Cuore.

È da essa che fiorisce il germe spirituale, l’arché: «Quel centro intorno al quale e partendo dal quale tutto il nostro essere e tutta la nostra esistenza si organizzano(...) Luogo ideale in cui l’originarsi e il sapere delle origini sono identici, è esclusivamente questo punto di irruzione al centro. Chi in questa maniera si volge in se stesso e racconta, non fa che esperimentare ed annunciare il fondamento: egli “fonda”. Il “fondare” mitologico ha questo di paradossale: chi si ritira così in sé, si apre».
Nella geografia interiore dell’anima, pertanto, l’esperienza della visione-estatica è il luogo del Punto, è il Cielo dello spirito, è la Visione del Centro.

«...Le realtà luminose e gli spiriti santificati sono paragonati alla fulgida luna crescente. Questa ha una faccia rivolta verso il Sole della Verità e l’altra verso il mondo contingente. Il viaggio della luna crescente nel firmamento dell’universo si conclude con il plenilunio. Vale a dire, la faccia che è rivolta verso il mondo divino viene ad essere rivolta anche verso il mondo contingente e in tal modo le sue perfezioni tanto misericordiose e spirituali quanto contingenti divengono complete» ...

 
 

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