«Osservando con l’occhio di Dio scorgerà in ogni atomo una porta che conduce agli stadi dell’assoluta certezza. Egli scorgerà in ogni cosa i misteri della divina Rivelazione ed i segni di una manifestazione eterna».
Questa è la soglia del ritorno all’Origine, è il luogo della reintegrazione della multiforme realtà nell’occhio che tutto unifica. È l’abbandono dell’anima liberata al vortice d’Amore che porta al Tempio dell’Unità. Questo è il luogo in cui il Mito scaturisce dalla Sorgente delle vita che gorgoglia nel calice del Cuore.
È da essa che fiorisce il
germe spirituale, l’arché: «Quel centro intorno al quale e
partendo dal quale tutto il nostro essere e tutta la nostra esistenza si
organizzano(...) Luogo ideale in cui l’originarsi e il sapere delle origini
sono identici, è esclusivamente questo punto di irruzione al centro.
Chi in questa maniera si volge in se stesso e racconta, non fa che esperimentare
ed annunciare il fondamento: egli “fonda”. Il “fondare” mitologico ha questo
di paradossale: chi si ritira così in sé, si apre».
Nella geografia interiore dell’anima,
pertanto, l’esperienza della visione-estatica è il luogo del Punto,
è il Cielo dello spirito, è la Visione del Centro.
«...Le realtà luminose e gli spiriti santificati sono paragonati alla fulgida luna crescente. Questa ha una faccia rivolta verso il Sole della Verità e l’altra verso il mondo contingente. Il viaggio della luna crescente nel firmamento dell’universo si conclude con il plenilunio. Vale a dire, la faccia che è rivolta verso il mondo divino viene ad essere rivolta anche verso il mondo contingente e in tal modo le sue perfezioni tanto misericordiose e spirituali quanto contingenti divengono complete» ...