Abbiamo compiuto un ampio cerchio
alla ricerca della Luce: di quell'unica Luce in grado di indicarci un possibile
cammino verso la Verità e il cui bagliore ci colpisce solo di riflesso
quando, come riverbero, le permettiamo di illuminare di nuova vita le acque
increspate della nostra esistenza.
In quel bagliore momentaneo abbiamo
potuto osservare che quel percorso ideale attraverso il quale le Forme
dalla realtà soprasensibile possono concretizzarsi nelle molteplici
forme sensibili, le Immagini dei Simboli, impresse nell’opera dell’artista-mistico,
nella simbologia dei rituali e nei mitologemi, fino a tutte le forme dedicate
alla funzione di esprimere il rapporto dell’uomo con il sacro, tutto questo
affonda le sue radici in un Punto. Questo è il ‘luogo’ in cui tutti
i luoghi s’incontrano, ove tutte le realtà si unificano. Questo
luogo interno all’uomo e nello stesso tempo esterno ad esso, questo canale
che relaziona ed unifica le realtà si chiama e viene comunemente
indicato come ‘Visione’.
La Visione unifica, cioè
apre un varco che permette al saggio di mettere in relazione fra loro la
realtà soprasensibile con quella sensibile, è la chiave che
permette di aprire la porta che collega i due mondi dell'esistenza.
Quando l’uomo non usa il canale
dell’appercezione visionaria vive in un mondo regolato da microrealtà
giustapposte, così egli perde la propria consapevolezza del giusto
rapporto fra le cose; vale a dire, dell’armonia che permea la realtà.
Viceversa, come abbiamo avuto modo di vedere, la conoscenza implica sempre
una unificazione dei contraddittori in favore di una comprensione olistica
della realtà.
La Visione, allora, diviene lo
strumento principe mediante il quale le realtà della Realtà
trovano ognuna la loro giusta collocazione. Questa forza cosmonizzante
della Visione nasce dal fatto che il suo principio attivo è un riflesso
del Centro, in questo senso essa diviene, in rapporto all’essere, centro
della sua esperienza. Dal centro ogni realtà si compone uniformandovisi,
ogni singola realtà si conforma nel più ampio cerchio della
Realtà. La Realtà, infatti, non è che una emanazione
di quel Punto, l’Origine celeste di tutte le realtà e di tutti i
‘punti’. Questo è quanto rende la Visione uno strumento di ‘conoscenza’,
è la conoscenza dell’Ordine che sottende alla realtà delle
cose, rivelando in tal modo la relazione fra la realtà delle cose:
il principio di Amore.
Questo percorso conoscitivo, come
si è potuto vedere, passa attraverso delle fasi diverse, ma che
si possono condensare nella relazione fra tre realtà:
Il Centro Supremo di emanazione,
dalla cui impronta ogni realtà viene foggiata;
Il piccolo Centro: che è
il riflesso del primo e del quale compendia tutte le impronte di
tutte le realtà;
Il Tramite: che costituisce il
canale di luce attraverso il quale le impronte possono ricollegarsi alla
matrice: attraverso cui il Piccolo Centro può ritrovare la sua unità
con l’Origine; questo tramite è rispondente al tema del Messaggero
celeste.
Solo quando il ‘saggio’, contemplando
il proprio centro, riesce ad accogliere le luci del ‘Messaggero’, solo
allora in quel centro apparirà il riflesso delle Forme celesti.
Allora egli coglierà quelle Forme e, attraverso il proprio ‘essere’,
l’Immaginazione attiva purificata, darà origine alle Immagini dei
Simboli che si dischiuderanno dinanzi alla sua vista interiore.
Sulla base della nostra esperienza
possiamo concludere dicendo che una volta approfondite ulteriormente le
modalità, i differenti livelli, quindi la qualità dell’appercezione
visionaria e dell’'intuizione’ in rapporto alla sfera spirituale dell’individuo
e al contesto spirituale-culturale-sociale più favorevole al suo
svilupparsi, questa modalità appercettiva potrebbe essere considerata
uno strumento valido anche per comprendere lo ‘stato di salute’ di un popolo,
ossia, la sua capacità di dialogare coerentemente ad una visione
olistica della realtà.