Il presente lavoro si estende su differenti piani di complessità. La complessità non deriva dai contenuti o dai 'fatti',
poiché questi riguardano il vissuto quotidiana e ciascuno di noi ne avrà avuto esperienza. Quanto intendo descrivere va ben oltre dei
puri e semplici fatti: riguarda dei processi.
Un insieme di fatti differisce da un processo, che invece coinvolge dei fatti, nella stessa forma in cui un insieme di perle
differisce da una collana di perle. È ciò che unisce i singoli elementi integrandoli nell'unità a rendere giustizia alla loro bellezza.
Poiché la nostra vita tende sempre più ad essere costellata di 'fatti' privati delle reciproche relazioni, a primo acchito, e per la
forza dell'abitudine, anche quest'opera potrebbe apparire come un insieme di argomenti giustapposti e privi di un vero filo
conduttore.
Mi accingo quindi a far emergere questo filo nascosto come farebbe un gioielliere, il quale svincola le perle della collana appena
composta, per mostrare ad un bambino meravigliato che, seppur occulto, vi è un filo d'oro che le tiene unite.
Il filo che tiene unita la collana dell'opera è rappresentato dai processi collegati alla relazione "energiaforzeatto".
Pertanto, questa relazione ricorrerà lungo tutta l'esposizione.
I tre capitoli in cui è suddivisa l'opera, il Piano Creativo, Speculativo e Sensibile, non sono altro che una rappresentazione del
processo che vede coinvolta la suddetta relazione.
Il Piano Creativo, detto dell'energia formante, intende sondare i processi che coinvolgono la sfera dell'energia creativa.
Qui ho cercato di esporre il metodo d'indagine adottato nonché i Principi su cui si basa la Teoria. Potremmo chiamare questo
livello descrittivo come di 'approccio alle cause remote'. A tale scopo mi propongo questi obiettivi: a) fornire una mappa del
contesto in cui opera la Teoria; b) definire il linguaggio adottato e, al contempo, consegnare gli strumenti interpretativi
necessari per comprendere quanto dirò nei capitoli successivi; c) dimostrare la stretta relazione di interdipendenza fra energia
e qualità; d) dimostrare come questa relazione investa pienamente l'unità strutturale dell'individuo (anima-mente-corpo); e)
mostrare dove conduce tener conto o meno di questa relazione; f) dimostrare la relazione fra energia e malattia; g) indicare gli
strumenti necessari al fine di educare le qualità necessarie a reintegrare l'individuo nel processo creativo di sviluppo e di
espansione.
Ne 'Il Piano Speculativo', detto delle forze produttive, intendo: a) focalizzare l'attenzione sui processi che coinvolgono le
forze operanti sul piano mentale; b) dimostrare come il piano dell'energia intervenga sul piano delle forze determinando la
direzionalità, costruttiva o distruttiva, dei processi mentali; c) dimostrare come le forze mentali intervengono nell'equilibrio
malattiasalute; d) decifrare il linguaggio attraverso cui il sistema comunica alla mente il suo benessere-malessere; e) fornire le
chiavi per interpretare i processi mentali e fuoriuscire dallo stato di malattia.
Ne 'Il Piano Sensibile', detto dell'azione efficace, espongo gli elementi progettuali della Teoria. In esso ricollego l'esperienza
sensibile (ossia l'atto e il suo prodotto) ai due piani che la precedono: quello delle forze e dell'energia. Dimostrerò, sia pur non
entrando nel particolare, come la sfera dell'energia si riversi nel mondo per mezzo di forze che lo conformano a nostra immagine,
rendendolo pertanto ben leggibile e decifrabile alla nostra mente. Che l'organizzazione strutturale di ogni atto che compiamo nel
mondo ha una perfetta logica nell'economia della nostra visione soggettiva quando questa non viene estrapolata dal Tutto.