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LA T E O R I A :
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Il glossario
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TCC: approfondimenti
LA TERAPIA: Metodo
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TERAPIA
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PROLOGO




Le pagine che fanno seguito racchiudono pochi princìpi di base, diretti a dare un piccolo contributo alla comprensione del rapporto fra Arte, pensiero-creativo e azione-trasformatrice (quindi, anche azione-curativa).i
    Essendo quelli appena citati anche dei fattori rappresentativi di tre precisi ambiti della realtà percettiva, ho sentito la necessità di chiarire la relazione che li unisce, in modo tale da permettere al lettore di poter contestualizzare quanto mi propongo di normalizzare. Infatti, non ho ancora avuto la buona sorte d'imbattermi in un testo scientifico che avesse l'accortezza, prima di illustrare un esperimento, di spiegare la qualità percettiva di quanti, direttamente o indirettamente, fossero stati coinvolti nella sperimentazione. In questo saggio dimostrerò che il livello delle risposte che riceviamo dal Mondo dipende dalla qualità delle domande che siamo in grado di formulare. In altre parole, la nostra comprensione è sempre relativa alla qualità dell'atto conoscitivo. Detto questo, è evidente che se nell'atto di conoscere (me stesso, gli altri o il Mondo) trascuro di inserire l'elemento contestuale da cui sto osservando ciò che intendo conoscere, tale trascuratezza invaliderà a priori sia il metodo che l'interpretazione dei risultati della ricerca. E quanto detto è valido soprattutto quando la ricerca scientifica investe la sfera umana nella sua unità e continuità fisica, psicologica e spirituale.
    Inserendo un vizio di procedura così pernicioso nelle maglie del metodo investigativo, si è attribuito un valore generale a risultati che tutt'al più potevano essere considerati di ordine particolare. Il dolo di questa omissione non consiste soltanto nel vanificare il fine dell'indagine scientifica, che dovrebbe essere la ricerca della Verità, quanto nel falsare la lettura della Realtà divenuta ora una contraffazione ad uso e consumo di specifiche 'categorie percettive'.
    Queste meditazioni mi hanno permesso di comprendere che non mi è possibile conoscere senza prima aver definito il livello da cui sto conoscendo. Ho quindi compreso che la 'prova scientifica', che è il riscontro alla mia ipotesi, va anch'essa strutturata in funzione del piano di realtà in cui si trova l'oggetto della mia ricerca, e in nessun caso su uno scelto arbitrariamente.
    Spinto da un'ulteriore necessità di chiarezza, da un'irrefrenabile istinto di osservazione e dall'impulso di relazionare i dati della mia percezione integrandoli all'estremo limite, cioè quello rappresentato dalla qualità unificativa dei princìpi, oserei dire, da tutto questo, ne è scaturita una 'Teoria '.

    Ma, una teoria sulla natura umana, intesa come realtà in divenire, non poteva trascurare l'onere di ridefinire il criterio su cui si fonda l'esperienza conoscitiva e, in tal senso, di assumere anche una funzione epistemologica.
    Se poi mi venisse chiesto da dove sorge una tale teoria, dovrei rispondere che l'attribuisco al mio bizzarro modo di percepire: è come se il punto in cui si volge la mia attenzione incominciasse a dilatarsi formando dei circoli concentrici, ciascuno dei quali mi svela nuove relazioni e nuovi mondi, lasciandomi così spettatore di una Realtà fluida, connessa ed intimamente comunicante.
    Credo che sia qui il senso del viaggio che stiamo per intraprendere, quello di ritornare a quel Punto da cui hanno origine tutte le cose e al quale tutte le cose ritornano, in un perpetuo moto di tenero Amore.

    Questo saggio, che è stato pensato per divenire un 'compagno-di-viaggio-nella-vita' di ogni ricercatore, racchiude in sé un lavoro sufficientemente ampio da esprimersi in un grande potenziale trasformatore. Ho visualizzato, durante la sua stesura, i princìpi di un microcosmo dinamico e in costante espansione, come quello di un embrione, che per la sua forza vitale potesse infondere in queste righe la linfa del divenire.
    L'essenza di una Realtà complessa e vitale: questo è quanto tenta di raccogliere in sé la Teoria della Comunicazione Creativa (TCC) e il suo metodo applicato, la Terapia Progettuale della Creatività (TPC). Solo ciò che serba il germe della Creatività, per un assioma a me caro, ha il potere di trasformare e, quindi, quello di curare.

    Ovunque rivolgo la mia attenzione sento parlare delle 'tecniche' necessarie per fare qualcosa. Credo che oggigiorno ci si soffermi tanto sulla tecnica poiché non sappiamo più riconoscere i principi di cui le tecniche si alimentano, e così come non li riconosciamo non sappiamo più come educare ad essi. Allora, scriviamo manuali sulle tecniche di respirazione poiché non sappiamo educare al Respiro, ogni giorno nasce una tecnica meditativa poiché non sappiamo educare alla Meditazione, parliamo di tecniche per 'fare...' giacché più semplice che educare alle qualità dell'atto, ci sono poi le tecniche creative poiché non sappiamo più come educare la Creatività, poi sono di moda le tecniche di guarigione poiché non sappiamo educare alla Salute, in fine l'incapacità di educare all'Arte è stata sostituita dalle tecniche artistiche. Detto questo, possiamo chiederci: cos'è la TCC? Una risposta potrebbe essere: Tutto-quanto-non-è-tecnica.

    Dovendo necessariamente trovarle una collocazione, preferisco definirla come un 'modello olistico interpretativo' della Realtà. Una guida alla conoscenza dei Principi che muovono la natura umana nel Tutto. Infatti, perché l'essere umano possa interagire costruttivamente con la realtà è innanzitutto necessario che ri-conosca tali Principi e che solo in seguito li trasfonda in una tecnica.
    Da quanto detto, non sarebbe errato definire la TCC un 'modello educativo' o, forse meglio ancora, un 'contributo all'educazione'. Dove con 'educazione', coerentemente alla sua accezione etimologica, intendo la capacità ex-ducere, cioè di condurre 'dallo stato latente a quello manifesto' le qualità inerenti la condizione umana. Si tratta quindi di un modello che contempla l'individuo come una realtà ricca di risorse che devono essere portate alla luce, favorendo il processo naturale che opera, dal di dentro, al fine di condurlo verso la corretta percezione di sé in rapporto al Mondo. Il suo fine ultimo è quello di rendere l'individuo capace di interpretare il Progetto originario alla cui realizzazione la Vita lo ha destinato.
    La Terapia Progettuale della Creatività (TPC), d'altro canto, è lo strumento messo a disposizione dalla TCC per operare al fine di far emergere il Progetto originario, quello custodito nella MEMORIA DELL'ANIMA.
    La TPC intende fornire dei mezzi pratici atti a promuovere il processo educativo. L'educazione è qui intesa come lo strumento dell'eco-azione trasformativa (quindi curativa) per eccellenza, ossia di un'azione idonea a produrre uno stato di benessere duraturo a partire dalla delicata relazione di equilibrio fra le necessità soggettive e il Mondo. Queste prerogative conferiscono all'educazione tanto un'azione preventiva quanto curativa nei confronti della malattia.
    Se è vero che l'educazione viene qui considerata il processo e il fine a cui spontaneamente tendono i sistemi, la comunicazione è invece ritenuta come lo strumento necessario a promuovere e a sostenere l'integrità del processo eco-attivo rafforzando i legami, l'aggregazione e l'integrazione fra le parti che lo compongono.
    La malattia, allora, equivale all'interrompersi della comunicazione ad opera di fattori dis-educativi che conducono verso la dis-aggregazione del sistema. I sintomi della malattia, invece, sono una risposta della parte sana del sistema, un allarme la cui funzione è quella di informare delle cause del processo dis-educativo in atto. Essi sono parte del linguaggio attraverso il quale il sistema informa, tanto l'interno quanto l'esterno, della propria condizione di squilibrio. Si tratta di un linguaggio percettivo e cognitivo 'semplice' ma estremamente efficace. Questo è il modo in cui la Natura tenta di condurre l'individuo a riconfrontarsi col proprio cammino. Un cammino che è tracciato all'interno di un sistema complesso di relazioni che operano al suo interno al fine di reintegrarlo nel Tutto.
    La TCC, avendo gli strumenti per comprendere il Progetto affidato alla realtà di ogni singola anima può facilmente prevedere, e quindi prevenire, gli ostacoli che si frappongono al cammino della sua realizzazione; oppure, diagnosticare dove e come è opportuno intervenire per ristabilire la comunicazione creativa e quindi la salute.
    In ultima istanza, la TCC investiga le cause reali del sintomo inserendolo all'interno del processo educativo. I sintomi della malattia e lo stato di salute, essa afferma, non sono altro che aspetti complementari di questo processo alimentato dalla comunicazione creativa. Essa unisce e sostiene il dialogo e la cooperazione fra la realtà intima e l'espressione esteriore dell'essere, sempre intese come parte di un Tutto (Mondo).

    Nell'ambito di questo lavoro desidero, inoltre, suggerire un punto di vista diverso rispetto a quanto, generalmente, s'intende con il termine 'Creatività'. Grazie all'ampiezza e alla non-specializzazione delle ricerche da me compiute in campo antropologico, ho dovuto rendere traducibile la vastità delle manifestazioni di cui la Creatività è all'origine. A tale scopo le ho unificate e ricondotte a quella che, ai miei occhi, sembra esserne l'unica Causa. Per Creatività intenderemo, allora, quel processo comunicativo capace di tradurre la percezione intuitiva in un atto che ne conservi le qualità. In tal senso, parleremo di Creatività come di un atto che è sempre 'generativo', e quindi fondante. In qualsiasi forma si manifesti l'atto creativo veicolerà sempre le qualità della vita; quelle, cioè, proprie al potere dello Spirito.
    Quando la mente purificata incomincia a percepire la realtà in una forma libera, cioè libera da modelli dualistici, essa acquisisce una nuova leggerezza che le consente di spiccare il salto verso il cielo dell'unione, per raggiungere quel livello percettivo attraverso il quale la realtà si manifesterà nella sua unità fluida, integrata ed intimamente comunicante.
    Quando la mente s'invola sulle ali dell'unità divenendo partecipe di un nuovo ordine, allora, anche sul corpo se ne rifletteranno gli effetti curativi. Questa condizione di ordine e di serenità interiore costituisce l'elemento salutare e 'normale' della personalità. Tuttavia, la salute si acquisisce quando l'aspetto fisico, mentale e spirituale comunicano fra loro in modo armonioso.
    Con quanto ho detto risulterà chiaro quanto determinante e decisiva sia la relazione che lega la Creatività e la Comunicazione all'interno della dinamica di guarigione: la Creatività è il diapason dell'anima che armonizza fra loro le funzioni del corpo e della mente in un complesso sinfonico con la Natura.

    SEGUE ...
   
   



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