LA TEORIA della
COMUNICAZIONE CREATIVA
Fondamenti Teorici
Il principio da cui parte la TCC è che l'individuo, come ogni sistema dell'universo, è una realtà comunicante.
Pertanto, ogni atto, dal più insignificante al più complesso, quindi ogni suo prodotto, è l'espressione di un intento comunicativo,
consapevole o non-consapevole che sia.
La parola comunicazione all'interno della TCC assume però un nuovo significato, essa è considerata:
il processo attraverso il quale i sistemi interscambiano la propria energia, tanto fra le 'parti' interne,
che lo compongono, quanto con tutti gli altri sistemi che formano la Realtà.
Le implicazioni di questo principio sono notevoli, infatti, perché un sistema possa sopravvivere deve poter comunicare,
e quando non comunica il sistema s'indebolisce e si dis-aggrega, allora diciamo che muore. La solitudine (quella subita)
è un sintomo della perdita di comunicazione e conduce lentamente, ma inesorabilmente, all'autodistruzione.
La TCC ha quindi individuato e definito le qualità che caratterizzano i piani attraverso i quali si estende la realtà individuale.
Ha quindi definito un modello comunicazionale, la cui funzione è quella di aiutare
l'individuo a comprendere se stesso e la sua relazione con le cose che lo circondano.
Questi piani che formano l'unità individuale, sono stati chiamati, secondo la terminologia classica:
anima,
mente e
corpo.
Ovviamente viene chiarito e ridefinito il loro significato facendo emergere, essenzialmente, la relazione che li accomuna.
Inoltre, attribuisce al fattore '
spirito' la funzione di 'sostanza comunicazionale', cioè il vettore energetico sulla
base del quale si realizzano tutti i processi comunicazionali.
Ribadisco che la TCC non si propone come un metodo di 'guarigione'. Ma intende affermarsi come un 'modello interpretativo', un modello capace di ricondurci ad una lettura coerente della
realtà.
Infatti, per poter interagire costruttivamente con la realtà è innanzitutto necessario comprenderla.
In secondo luogo è un 'metodo educativo', capace di offrire, a ciascun individuo, gli strumenti necessari per sradicare le cause
che sottendono al sintomo della malattia. Il processo educativo va inteso come
quel cammino atto a far emergere le qualità latenti (virtù) di cui siamo stati
dotati e che, se frustrate, portano alla malattia. La malattia, infatti, insorge proprio nel momento in cui s'interrompe questo processo educativo.
Per poter comprendere il fine della natura comunicazionale dell'essere, nonché la sua necessità di comunicare per poter crescere e progredire nella vita, dobbiamo comprendere il significato sublime racchiuso nella natura di ogni forma di esistenza: manifestare le proprie qualità potenziali.
Così come avviene per la natura biologica, la TCC ci dice, anche la natura animica dell'essere è dotata di un Progetto che deve necessariamente essere realizzato nel trascorso di questa vita. Anzi, potremmo dire che il senso stesso della Vita è racchiuso in quel Progetto e, perduto quello, anche la nostra vita perde il suo vero signiticato.
Il Progetto originario affidato all'anima, unico, personale, intimo, al contempo pratico e trascendente, è il crogiuolo in cui deve avvenire la trasformazione creativa dell'essere. Tale trasformazione (il passaggio da una condizoine ad un'altra) comporta l'esercizio delle virtù-qualità potenziali dell'anima, affinché possano divenire mature e manifeste.
Le virtù-qualità di cui ciascuna anima è soggettivamente dotata non hanno una natura passiva: sono principi attivi, che spingono con forza ogni componente del sistema comunicazionale affinché si compia quel luminoso destino a cui ciascun essere umano dovrà prima o poi pervenire.
Fin tanto che il sistema comunicazionale (anima-mente-corpo) coopera in funzione della necessità interna promossa dalle qualità latenti, questa sinergia produce atti fondati su scelte creative, cioè dà origine ad atti produttivi, i cui effetti sono in armonia con lo spirito della Vita. La Vita, a sua volta, risponde affermando tali scelte poiché rispondono al suo macro-Progetto.
Queste sono le basi della salute e del benessere, intesi nelle loro implicazioni più profonde. Secondo la TCC, il concetto creativo di salute è racchiuso in questo: un dialogo costruttivo con la Vita.
L'inizio della malattia (piano eziologico) avviene quando il suddetto dialogo incomincia a mancare. Non comprendiamo più il senso in cui sta andando la nostra vita, da dove veniamo e dove ci stiamo recando: chi sono io, in quanto essere unico ed irripetibile. Non parlo di una comprensione che possa essere appresa razionalmente. Piuttosto di una consapevolezza profonda, viva e dinamica del significato intimo della mia esistenza.
Quando si rompe l'equilibrio che permette alle parti del sistema di operare in forma costruttiva, il primo sintomo che si presenta è il decadere del libero fluire della comunicazione.
Ciò avviene in coincidenza del ritrarsi della coscienza come azione difensiva nei confronti dell'ambiente. Il secondo sintomo a cui andiamo incontro è la perdita della innata capacità di tendere, ed accogliere, ciò che favorisce la piena realizzazione delle nostre qualità latenti (funzione adibita alla coscienza), come invece avviene
nel bambino.
In termini generali, il processo che dalla condizione di ordine dinamico, che chiamiamo 'salute', conduce alla condizione di rigidezza e quindi disordine, che chiamiamo malattia, passa attraverso varie e caratteristiche fasi manifeste nel linguaggio di sintomi coerenti. L'ordine in cui tali sintomi si presentano, in rapporto ai tre piani in cui, nelle diverse fasi di espansione, la malattia si manifesta sono:
I. Piano affettivo: insoddisfazione, tristezza, amarezza, rancore, paura, odio;
II. Piano mentale: affievolirsi dell'attenzione, della concentrazione, della
volontà, dell'autostima, rafforzarsi dei pregiudizi.
Tendenze masochistiche (compulsioni), insorgere di manie e quindi di fobie, perdita della percezione sensomotoria quindi della
coordinazione dei processi mentali ecc.
III. Piano somatico: ipereccitazione del sistema nervoso (ansietà e stress), perdita della cognizione corporea, dicotomia nella relazione mente-corpo, perdita della coordinazione motoria, disfunzione generale fino al presentarsi di sintomi
acuti dovuti a diversi fattori: es. un abbassamento delle difese immunitarie (con conseguente penetrazione di fattori patogeni), uno squilibrio del sistema endocrino.
Più in generale, trattasi delle differenti conseguenze connesse con un'azione degenerativa del sistema nervoso (non dimentichiamo che il sistema nervoso, direttamente soggetto all'azione della mente, agisce direttamente o indirettamente su tutte le funzioni ed i processi somatici) tale da giungere a provocare gravi lesioni di tessuti ed organi, nonché profonde disfunzioni nei processi metabolici.
Per quanto doloroso e brutale possa apparire, tuttavia, per la TCC, il sintomo ha una precisa funzione nella logica di sopravvivenza del sistema, cioè quella di preservarlo dall'autodistruzione (che è la perdita del Progetto-originario e la non-attivazione delle virtù-qualità). Ma come?
Facendo giungere alla coscienza segnali sempre più forti e chiari, avvisando l'individuo e la collettività che si è interrotto il libero
fluire dell'energia e che è necessario ristabilire un soddisfacente livello di comunicazione. Inoltre, il sintomo usa un linguaggio
ben preciso, linguaggio i cui principi la TCC ritiene di aver in buona parte interpretato e che ho ampiamente descritto nel suddetto saggio.
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