LA TERAPIA ON LINE
" I PRINCIPI DELL'AZIONE EDU-TERAPEUTICA A DISTANZA "
Il paradigma della 'libertà', che ho riportato sopra, rappresenta un punto di riferimento idoneo a sintetizzare il dialogo fra il nostro universo interno e l'ambiente esterno, di cui in ogni caso siamo parte.
Un sintomo della malattia è quello di non sapere più cosa si voglia veramente, ma volere non esprime possesso, esprime
contenuti-in-azione. Vogliamo veramente ciò che facciamo? Oppure siamo in balia di noi stessi, delle convenzioni, dell'istigazione,
della seduzione, dell'impulsività, della paura, dell'orgoglio, della bassa autostima, ecc.? Cosa risponderemmo se, con grande onestà,
ci chiedessimo ogni volta che compiamo un'azione: voglio veramente quello che sto facendo, per cui sto lottando...?
La volontà che ci rende liberi si regge sulla consapevolezza che ogni atto scaturisce da una scelta e,
soprattutto, che ogni scelta ha delle conseguenze. Solo accettando integralmente il peso delle conseguenze che ogni nostro atto implica
sapremo riacquistare la dignità di esseri liberi. Ma, perché ciò possa avvenire è necessario apprendere il significato di sincerità.
L'azione della TCC è volta a ricondurre l'essere umano alla dignità di essere libero.
A tale scopo essa si avvale di strumenti semplici ed efficaci a cui, nel corso della terapia, anche on line,
educa l'individuo attraverso:
- il corretto contesto (favorito dalla capacità di
proporre le giuste domande alla coscienza);
- il corretto ascolto ( per mezzo di esercizi che
incrementino l'attenzione e, quindi, la concentrazione);
- la corretta scelta (educando le attitudini
assertive che si trasformano poi in azioni creative);
- la corretta osservazione (fornendo le risposte
necessarie ad integrare sempre più l'individuo nel Mondo);
- la corretta guida (scaturita dalla cognizione di
sé rispetto al proprio progetto);
Queste sono le basi offerte dalla TCC per il
tuo 'progetto di cambiamento e di trasformazione creativa'.
Osserviamo insieme, punto per punto, l’importanza pratica di questi
cinque strumenti.
- il corretto contesto:
secondo il mio modello teorico, le qualità di ogni cosa esistente non possono prescindere dal contesto in cui si osservano. Le qualità, infatti,
sono il risultato di una serie di interazioni, e quindi dipendono dal numero e dal tipo di relazioni che un oggetto
intrattiene con altri oggetti. Ovviamente, la spiegazione che sto dando è molto semplificata, ma
sufficiente per comprendere che noi ci conosciamo per il contesto in cui ci sperimentiamo, variando il contesto (es. un altro ordine di pensiero, un altro
criterio di valutazione, un altro approccio emotivo) cambierà il modo di rapportarci con noi stessi e con gli altri.
Dalla mia esperienza ho potuto osservare che il primo operatore del cambiamento è la domanda.
La domanda è quanto ci consente di creare l’ambiente mentale favorevole affinché sia attivato il processo meditativo.
La risposta, infatti, la maggior parte delle volte è racchiusa in noi... dobbiamo solo apprendere ad ascoltare con il nostro orecchio creativo. Ed è questa una tappa del percorso edu-terapeutico.
- il corretto ascolto:
ascoltare non vuol dire sentire con il senso dell’udito, ma significa aprirsi-al-Mondo. L’ascolto è una componente percettiva che
coinvolge i sensi fisici, i sensi mentali (fra cui pensiero ed immaginazione) ed i sensi sopra-mentali (l’intuizione).
Quando ci apriamo ad un’esperienza, e più che mai alla conoscenza di noi stessi, questi tre ordini di sensi debbono
essere purificati e resi pronti al loro compito, pena un travisamento della nostra percezione della realtà.
Le facoltà che stanno alla base dell’ascolto sono l’attenzione e la volontà (ma quest'ultima dipende dalla prima). Ho
individuato diversi livelli di attenzione e sono pervenuto alla conclusione che quella che io chiamo l’attenzione-estesa
è il livello preposto a guidare i processi di trasformazione. Questo livello di attenzione in genere
decade proporzionalmente all’intensificarsi della malattia. La qualità del tipo di ascolto favorita dall’attenzione
estesa diviene quindi un fattore sintomatico del grado di salute.
Di fatto, se sapessimo ancora ascoltare sapremmo come difenderci dalla malattia, poiché sapremmo
interpretarne per tempo i segni. Per questo, attraverso le opportune domande potremo rieducarci ad ascoltare la voce della necessità
che emerge da una coscienza sempre vigile. Dico ri-educarci, poiché da bambini conoscevamo l’arte di ascoltare in quanto
sapevamo sempre porre le corrette domande.
Un sintomo del nostro disagio è che tendiamo soprattutto a voler parlare, a voler imporre le nostre opinioni...
forse perché non siamo mai stati veramente ascoltati. La funzione del terapeuta della comunicazione creativa è invece quella di
ascoltare ed educare all’ascolto creativo.
La volontà, da me definita come l’intensità con cui si esprime la facoltà dell’attenzione, presuppone una condizione fondamentale: la capacità di scelta.
- la corretta scelta:
la scelta corretta è la scelta responsabile, ossia quella che nell’atto contempla le
possibili conseguenze e le accetta fino in fondo e senza rimpianti. Questo è, in sintesi, ciò a cui risponde il mio ‘principio
di responsabilità-delle-scelte’. Educare la responsabilità-delle-scelte vuol dire divenire consapevoli che esiste sempre, in qualsiasi circostanza, una via di uscita ad una situazione apparentemente impossibile da gestire. La via di uscita esiste nella misura in cui io-scelgo assumendomi la responsabilità delle conseguenze derivanti dalle mie scelte.
Questo è un assioma fondamentale: solo quando "Io-scelgo..." allora "Io-Sono". La consapevolezza della mia scelta è un atto di affermazione creativa e produttiva. Di fatto, per quanto io pensi, se il mio pensare non è poi accompagnato da un atto-scelta-responsabile allora: "chi sono?".
La scelta responsabile è quella che rispetta l’ordine-naturale, vale a dire l’ordine delle forze costruttive che
operano nel Mondo. Quando una scelta segue il suddetto principio essa diviene una scelta creativa. La caratteristica della scelta creativa è quella di essere sempre produttiva, ciò significa che riceve una risposta affermativa da parte del Mondo.
La corretta scelta si riversa su due fondamentali operatori della trasformazione: le attitudini e gli
atti.
Le attitudini operano sul piano interno, a livello percettivo-cognitivo, determinando la qualità contenuta dai
nostri pensieri che, conseguentemente, si riflettono all’esterno nelle nostre azioni. Le attitudini, che fluttuano fra i due poli di chiusura-e-apertura, determinano la qualità delle nostre esperienze e, quindi,
della nostra vita.
Gli atti sono il veicolo delle attitudini, il tramite con il mondo esterno. Per tale ragione attraverso la
qualità degli atti il terapeuta sarà in grado di terminare la qualità delle attitudini e quindi lo stato di salute generale. Non solo, gli atti sono anche uno strumento per permettere all’individuo di prendere coscienza delle proprie attitudini per mezzo dell’osservazione guidata.
- la corretta osservazione:
l’osservazione è la chiave della trasformazione. La corretta osservazione è collegata a diversi fattori, primo fra tutti la
sincerità. Educare all’osservazione creativa significa rafforzare il principio di responsabilità e, contemporaneamente,
focalizzare l’attenzione estesa sulle relazioni germinate da ogni singolo atto-scelta (lo chiamo così
poiché nella TCC i due termini, sul piano degli effetti, si equivalgono).
Se paragoniamo il processo che conduce alla salute ad un veliero, la facoltà di osservazione ne rappresenterebbe la bussola,
le vele la sincerità, il timone l’atto-scelta. Se le vele-(sincerità) sono ammainate la barca rimane ferma, il
timone-(atti-scelta) sono privi di efficacia, mentre l’osservazione-(bussola) diviene inutile ed improduttiva, quindi trascurata.
L’osservazione creativa, inoltre, ricopre una funzione primaria dal momento in cui ogni nostro prodotto
(risultato di un atto) ed ogni risposta del Mondo hanno la funzione di sintomo atto, cioè a renderci edotti della relazione
fra i nostri atti-scelta ed i loro effetti.
Come possiamo ben vedere la componente progettuale di questo metodo terapeutico è quella che ci consente
di tener sempre ben presenti ed agire su più fattori contemporaneamente, ma
ancor meglio sulla loro relazione. Il Progetto originario, di fatto, è ciò che
consente di orientarsi nel labirinto delle possibilità e rappresenta per
questo la corretta guida.
- la corretta guida:
scaturisce nel momento in cui si delinea il percorso tracciato dal
Progetto originario e che l’azione terapeutica è preparata a
far emergere. La guida creativa è quella che emerge dalla capacità di ascolto contemplativo e di
azione meditativa (attenzione! la TCC dà una specifica definizione di contemplazione e di meditazione), a sua volta legati a tutti
gli altri fattori che ho illustrato qui, e ad altri che ho ampiamente descritto in una sede più appropriata.
L’ARTE COME TRAMITE DELLA TRASFORMAZIONE
Lo strumento di lavoro di cui si
avvale la TCC è l'Arte, cioè: la qualità artistica a cui s’intende educare i gli atti.
L'Arte è l'espressione della
sensibilità dell'anima e prescinde da qualsiasi tecnica artistica. L'Arte è nel come e non nel cosa. Per alcuni prenderà forma nel
dipingere, ed allora sarà il come a comunicare il suo stato di salute, per altri il cucinare, per altri la
funzione di madre o di padre, e per altri tutto ciò che compie.
Il potere dell'Arte è nella facoltà di trasmutare ciò che è 'vile' in qualcosa di nobile. Questo è il significato
originario del processo alchemico. L'Arte è la pietra filosofale capace di
ricosmonizzare il corpo, la mente e l'anima dell'uomo. L'equilibrio fra questi
tre aspetti della natura umana costituisce il modello di salute a cui la TCC si
propone di condurre l'individuo.
PERCEZIONE E COMUNICAZIONE COME STRUMENTI DELLA COGNIZIONE
Il supporto attraverso il quale l’Arte può agire è la percezione, mentre il processo che la incanala è
la comunicazione.
La percezione, per la TCC, è il criterio attraverso il quale i tre aspetti della realtà interiore
(energia-forza-forma, rispettivamente: energia percettiva, forze psico-percettive e forma sensibile) agiscono nel mondo modificandolo
ad immagine del percipiente. Infatti la qualità della percezione è indice del livello di coscienza. Dal grado di coscienza dipende la
qualità dell'energia che investe il piano della mente e cui corrispondono appropriate forze
psicopercettive. A loro volta queste forze interne, per mezzo della componente fisica generano atti più o meno consapevoli, cioè lavoro
più o meno produttivo. A quegli atti il Mondo risponde rispecchiando le qualità di cui lo abbiamo investito.
La mente non opera delle scelte in modo casuale, ma al contrario essa risponde alle qualità percettive possedute dall’individuo. Tali
qualità si organizzano in modelli percettivi che, esprimendosi nelle qualità che ‘cerchiamo’ e, perciò, 'vediamo' nel mondo modificano la
qualità delle nostre scelte.
La Terapia Progettuale della Creatività opera, quindi, al fine di ristabilire un legame coerente fra ciò che
il mondo è e quello che egli crea attraverso i suoi modelli percettivi (si tratta di un processo educativo e non di un inculcamento di
contenuti).
Fin tanto che tali modelli non saranno in sintonia con l’ordine che favorisce lo sviluppo e la crescita dei sistemi
naturali, questi modelli non faranno altro che rafforzare lo stato di malattia: essi ostacoleranno la comunicazione fra le parti che compongono il tutto
impedendo loro di partecipare del naturale processo di condivisione, integrazione ed unificazione.
Per un ulteriore approfondimento:
> La TPC On-Line...
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