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IL VIAGGIO COME ESPERIENZA PERCETTIVA

Partendo dall'affermazione di Rumì, secundo cui noi siamo pensiero, comprendiamo che viaggiare non può ridursi soltanto all'atto di trasportare le nostre membra e le nostre ossa da un luogo all'altro. Secondo la TPC viaggiare vuol dire, innanzi tutto, condurre il nostro pensiero attraverso un processo di trasformazione.
Quando 'il viaggio' è inteso come processo di trasformazione del pensiero, fondato sull'esperienza vissuta e sulla qualità delle scelte a cui essa ci conduce, allora 'il viaggio' diviene uno strumento fondamentale per dialogare, comprendere ed interagire con la nostra sfera percettiva e cognitiva: esso può realmente dirci "chi siamo".

Il viaggio-terapeutico che vi propongo è un'esperienza percettiva guidata dai principi della TCC e gli strumenti offerti dalla TPC applicati all'esperienza del viaggio (che vedremo di seguito). Ogni momento del viaggio consentirà di rivelare le nostre potenzialità e le qualità da sviluppare, ci mostrerà le nostre attitudini di fronte alle difficoltà, la nostra capacità di cooperare all'interno di un gruppo, il nostro lato umano e la nostra abilità pratiche.

Il mio compito, quale vostro accompagnatore, sarà quello di cogliere il materiale che l'esperienza porterà alla luce e creare le condizioni affinché ciascun individuo, come elemento del gruppo (di cui io stesso divengo parte attiva, e non semplice spettatore) possa trovare quelle valide alternative, quei principi di base, idonei a trasformare la sua vita diaria in un'esperienza creativa: una vita degna di essere vissuta.

La finalità del viaggio non è quella di acquisire immagini fotografiche da mostrare al nostro ritorno 'a casa', ma quella specifica di acquisire una nuova qualità percettiva del Mondo: acquisire un nuovo cuore!


I LUOGHI E I TEMPI DEL VIAGGIO

Le mie ricerche mi hanno condotto nelle aree del Centro America e del Sud America, soprattutto a contatto con le popolazioni indigene locali. Per tali ragioni i viaggi che intendo proporre attualmente abbracciano quelle zone. Inoltre, questi viaggi verranno abbinati a dei progetti socioeconomici che intendo promuovere nelle suddette aree. Tuttavia potremo scegliere insieme altre aree da esplorare, ogni 'Luogo' di questo meraviglioso mondo è potenzialmente una miniera di esperienze, anche l'angolo che sta dietro casa nostra: la cosa importante sono gli occhi con cui siamo in grado di osservare!

La scelta di una convivenza ravvicinata con le popolazioni indigene non è comunque casuale. I ritmi e gli stili di vita, l'alimentazione, la medicina, la filosofia e la storia sono molto più vicini al mondo naturale. Per quanto al giorno d'oggi siano sempre più rare le popolazioni completamente 'incontaminate' dalla nostra 'cultura' di massa, i miei viaggi mi hanno consentito di conoscere luoghi e persone in cui il rapporto con la natura e con il Mondo è profondamente sentito e caldamente trasmesso a coloro che li circonda.

I tempi dipendono in gran parte dai luoghi (più sono lontani e più tempo è necessario), dai mezzi a disposizione (alcune aree sono raggiungibili solo in canoa o a cavallo), quindi il viaggio che io propongo dev'essere adattabile alle esigenze del gruppo e va da 7 giorni fino al mese o più.

Dev'essere poi tenuto presente che le finalità del viaggio (esperienza percettiva) ci obbliga a non poter definire le sue tappe in modo rigido. Trattandosi di una metafora dell'esperienza quotidina, il viaggio che compieremo dovrà inevitabilemnte essere modificato dagli accadimenti che si presenteranno sul nostro cammino.



VIAGGIO - TERAPIA
GLI STRUMENTI A DISPOSIZIONE

Per comprendere a fondo la funzione terapeutica del 'viaggio' bisogna chiarire un concetto di base: non è il viaggio a determinare l'effetto benefico, quanto come si viaggia. La terapia consiste nell'esercitare, durante il viaggio, quelle qualità che il processo dis-educativo (malattia) sta debilitando.

Il viaggiare diviene quindi un 'luogo', il crogiolo all'interno del quale può avvenire la trasformazione creativa, in quanto la TPC* (n.b.: le parole asteriscate hanno una nuova accezione, rispetto all'uso comune, che è stata riportata nel glossario sulla colonna al lato) ne esalta i contenuti metaforici.

La metafora è lo strumento attraverso cui la mente comunica con il mondo e prende coscienza di significati più elevati, appartenenti, cioè, all'ordine creativo dell'anima.
Ho ampiamento descritto la funzione potenzialmente benefica svolta dalle metafore che sorgono nel 'viaggio' terapeutico, e della necessità per la natura umana di essere inserita all'interno di un vissuto metaforico, nel terzo capitolo del mio saggio: 'La memoria dell'anima: teoria - progetto della comunicazione creativa'.

La TPC trasforma le metafore che emergono durante il viaggio in significati creativi acciocché la mente apprenda a dialogare con la sfera creativa: in questo caso è l'esperienza del viaggio diviene un esercizio fatto fare alla mente*. È necessario ricordare quanto detto per la Terapia-on-line, che i processi naturali, proprio per l'interdipendenza degli elementi che vi partecipano, sono per lo più di carattere pluridirezionale:

  1. La facoltà creativa agisce sulla mente contribuendo a cogliere, del viaggio, quelle esperienze utili alla sua crescita;

  2. La mente, attraverso le attitudini che le sono proprie, agisce sul corpo producendo pensieri e immagini che ne influenzano le scelte, la struttura e le funzioni.

  3. Il corpo è però soggetto a un diapason esterno, a delle forze esterne (ordine naturale*) a cui si deve conformare al fine di poter espletare le proprie funzioni e mantenere lo stato di salute. Quando le scelte della mente impediscono al corpo di ascoltare e di conformarsi al diapason allora le disfunzioni del corpo, e il dolore percepito dalla mente, sono la risposta del corpo alle scelte della mente: una risposta volta a modificarne le attitudini.
L'azione su ognuno di questi attori verrà meditata in funzione della risposta bilanciata che si intende ottenere sugli altri. Quindi questo processo costituirà la 'framework', l'intelaiatura, che reggerà l'esperienza terapeutica associata al viaggio.

Quanto terremo sempre ben presente è che l'efficacia della TPC risiede nel fatto di lavorare in forma coordinata sui tre ordini di realtà in cui si estende la condizione umana: somatico, mentale e creativo.

Riprendiamo ora i cinque principi operativi su cui si fonda l'azione della TPC e vediamo quali sono gli strumenti utilizzati durante il 'viaggio-terapeutico' (un approfondimento teorico di tali principi potrete trovarli qui).
I principi operativi sono:

  1. il corretto contesto:
    Il viaggio costituisce il contesto-crogiolo 'esterno'. Questo contesto costituirà la base per lo svolgimento di esercizi atti a far emergere la parte creativa e a ribilanciare quella mentale e fisica;
  2. il corretto ascolto:
    i percorsi del viaggio, i suoi tempi scanditi da gioia e stanchezza, fatti di partecipazione e di riflessione, inoltre le ripetute consultazioni con il gruppo, tutto questo stimolerà la facoltà meditativa* e facilitirà la purificazione dei canali della percezione creativa;
  3. la corretta scelta:
    attraverso le circostanze che si presenteranno durante il cammino apprenderemo ad esercita delle scelte creative
  4. la corretta osservazione:
    rafforzando e guidando l'attenzione sugli elementi salienti della giornata rafforzeremo la capacita di osservazione e di autosservazione;
  5. la corretta guida:
    apprenderemo ad ascoltare la voce della componente creativa (la guida) e ad interpretarne il linguaggio il quale, tuttaltro che essere astruso ed astratto, risponde a dei criteri semplici e verificabili durante l'esperienza.

È necessario tener sempre presente un principio fondamentale della TCC: ogni progresso della sfera creativa e mentale ha sempre, e ribadisco sempre, una sua precisa manifestazione e un suo preciso riscontro sulla sfera pratica (sintomo)
. Quando viene a mancare un tale riscontro significa che non vi è stata alcuna conquista reale. Creatività*, energia*, comunicazione*, percezione* ecc. non sono parole astratte, prive di un tale riferimento pratico, per la TCC sono principi, sono i contenuti che conferiscono qualità specifica all'esperienza. E, soprattutto, sono facilmente verificabili durante il percorso edu-terapeutico.




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